L’appassionato di natura è, chi più chi meno, un collezionista. In alcuni casi questa tendenza sfocia nell’intraprendere attività deprecabili (uccisione di animali, raccolta di uova, ecc…); spesso invece il collezionismo assume un’accezione positiva. La compilazione di una lista delle specie avvistate corrisponde ad esempio ad una sorta di collezione. Questa pratica, non solo è rispettosa della fauna e dell’ambiente in generale, ma anzi può divenire una fonte di conoscenza che talvolta si traduce in utile strumento per la conservazione della natura.

Se l’esempio di cui sopra può essere considerato un collezionismo di tipo virtuale, la raccolta di reperti si traduce invece in una collezione tangibile, la quale, non solo può fornire (anch’essa) informazioni preziose sulla presenza di determinate specie, ma può dare lo spunto per attività divulgative… come l’allestimento di una mostra.

L’irresistibile ed inevitabile stimolo che porta a raccogliere una penna trovata a terra, ha fatto si che gli autori di questa mostra monografica si siano ad un certo punto trovati ad avere materiale a sufficienza per giustificarne la condivisione con il pubblico.
Il fine della mostra è pertanto quello di raccontare l’origine e la funzione di una vera e propria meraviglia della Natura: il piumaggio degli uccelli.

L’antefatto si perde nel tempo, ci parla di centinaia di milioni di anni fa e di un gruppo di animali dai quali gli uccelli si sono evoluti (o meglio, di cui fanno parte) ovvero i Dinosauri. Scopriremo che furono proprio loro a sviluppare le prime piume per mantenere caldo il proprio corpo. Solo in un secondo momento comparvero invece le penne, quelle che portarono animali come Archaeopteryx lithographica a librarsi in volo… magari con qualche difficoltà iniziale.

Ma siccome l’unica stirpe di dinosauri tuttora vivente è rappresentata dagli uccelli, nel pensiero comune piume e penne vengono associate appunto proprio a questi animali. Era inevitabile perciò approfittare dell’occasione per soffermarsi a parlare dell’affascinante mondo dell’avifauna e, di conseguenza, dell’arte di cui sono maestri supremi: il volo.

 

 

La prima cosa di cui ci rende conto prendendo in mano una penna è la sua leggerezza, solo in un secondo momento ci stupiamo di come un oggetto così lieve possa essere al contempo estremamente resistente. La meraviglia è tanta se, sulla stessa penna, lasciamo infine cadere una goccia d’acqua, allorché ci accorgiamo che quella goccia rimarrà sulla superficie della penna.

Piume e penne: leggere, resistenti, calde e impermeabili… un’assoluta meraviglia di ingegneria! Il successo evolutivo degli uccelli si deve in larga misura alle straordinarie proprietà del piumaggio, che permette loro di vivere in condizioni climatiche estreme (dai deserti ai ghiacci polari), di passare diverso tempo in acqua (alcune specie la quasi totalità della propria esistenza), di volare con totale padronanza (generando in noi grande invidia… vero Icaro?).

L’uomo ha utilizzato per diversi scopi le proprietà del piumaggio. Un esempio: se queste righe fossero state scritte a mano e non a computer, sarebbe stata una penna a vergarle sulla carta. Ma come detto la funzione originale del piumaggio non era quella di permettere ai primi dinosauri piumati di volare, bensì quella di scaldarsi. Se nelle fredde notti invernali possiamo dormire senza patire il freddo, se ci è concesso di resistere ad una tormenta durante un’escursione in montagna, spesso è perché siamo protetti da un caldo e leggero piumino.

L’essere umano (almeno alcuni suoi rappresentanti) è da sempre attratto dalle bellezze naturali e certo non stupisce il fatto che, dalle popolazioni tribali alle dame ottocentesche fino agli stilisti moderni, le penne sono state utilizzate largamente come oggetti ornamentali e simbolici.